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Noi ci vergognamo di vergognarci, perciò nascondiamo le nostre vergogne anche a noi stessi.
Ognuno vorrebbe giocare solo ai giochi in cui ha qualche speranza di vincere, o almeno di non perdere.
La persona superiore non si cura delle proprie inferiorità.
... insieme con tutti i complessi di una grande potenza, la Russia soffre di un forte complesso d'inferiorità, tipico delle piccole nazioni.
Ogni umano ha bisogno di conferme quotidiane del proprio status, del proprio valore, della propria dignità, delle proprie appartenenze, della propria accettabilità e del proprio gradimento da parte degli altri. Non basta un successo, perché gli altri potrebbero in ogni momento cambiare il proprio giudizio. Inoltre il proprio status rischia costantemente di essere superato da quello di altri. Il successo (che implica manifestazioni di stima e di rispetto) deve essere sempre ripetuto, rinnovato, deve assumere forme sempre nuove e quantità sempre maggiori, perché qualsiasi successo, se non si rinnova, viene a noia, passa inosservato.
Il motivo per cui l'umiltà è considerata da molti una virtù è che a nessuno piace sentirsti inferiore ad un altro.
Gli animali non si offendono. Se non hanno la forza sufficiente per contrastare l'avversario, accettano la sconfitta e la conseguente posizione gerarchica. Non conoscono l'umiliazione, che è un fenomeno esclusivamente umano. Noi umani, invece, siano sempre occupati a difendere la nostra dignità dalle umiliazioni che gli altri vorrebbero infliggerci, e siamo pronti a fare lo stesso verso gli altri, con la forza, con la logica, con l'etica o con l'estetica.
Ogni discorso è una semplificazione della realtà.
Ogni messaggio contiene una richiesta.
Quando si parla di morale, lo si fa normalmente solo in modo superficiale, anzi, banale, perché se lo si facesse in modo approfondito e non convenzionale, ognuno di noi si troverebbe in difficoltà.
Non c'è nulla che non si possa dire anche in poche parole. Tuttavia, quanto maggiore è il numero di parole, tanto più numerosi sono i dettagli e gli esempi che si possono dare, e minore il rischio di fraintendimento. Ma la capacità di sintesi varia da persona a persona. I più capaci sono gli aforisti.
Le neuroscienze ci insegnano che i neuroni attivi allo stesso tempo stabiliscono forti connessioni tra di loro. Questo conferma l'importanza della "percezione sinottica" (termine da me coniato), ovvero della percezione simultanea di vari oggetti materiali o simbolici. In poche parole, non è tanto importante ciò che percepiamo, quanto ciò che percepiamo "insieme", perché la concomitanza permette la formazione di connessioni "logiche".
Uno dei grandi problemi della democrazia è che essa permette la propria trasformazione irreversibile in dittatura attreverso un legittimo voto democratico.
Possiamo chiederci il perché di qualsiasi cosa, e il perché di ogni perché, e di ogni perché del perché, e così via senza fine, e ogni tanto dovremmo farlo, fino alla noia, per renderci conto della nostra ignoranza.
Ogni messaggio, ogni espressione, ogni azione, ogni reazione che avvengono tra esseri umani, sono causati da leggi fisiche e biologiche, motivazioni, emozioni, logiche e casualità, tutte cose che la psicologia dovrebbe aiutarci a rilevare. Infatti la psicologia è la ricerca delle cause nascoste del comportamento umano.
Perché l'uomo desidera conoscere e imparare? È un bisogno fine a se stesso o è strumentale per soddisfare altri bisogni? Propendo per la seconda ipotesi.
La soddisfazione di ciascun bisogno umano facilita la soddisfazione di ogni altro bisogno. In altre parole, i bisogni umani si aiutano reciprocamente.
La nostra dipendenza dagli altri è molto più profonda e complessa di quella che crediamo di conoscere.
È più onorevole mostrare le proprie carenze che nasconderle.
Ci sono tipi diversi di psicoanalisi, ma hanno tutte in comune l'idea dell'inconscio come motore involontario, automatico, inconsapevole, dotato di logiche proprie e manipolatore della coscienza. Se si rifiuta questa idea, secondo me non si va lontano nella comprensione della natura umana e del nostro comportamento.
La gente fa ciò che le piace fare o che ha paura di non fare, e non fa ciò non le piace fare o che ha paura di fare. Perché alla gente piace ciò che le piace? Perché non le piace ciò che non le piace? Perché ha paura di ciò di cui ha paura? La psicologia cerca di rispondere a queste domande.
La verità è una minaccia allo status quo.
Lunga vita ai pazzi. Ai disadattati. Ai ribelli. Ai piantagrane. Ai pioli rotondi nei fori quadrati. A quelli che vedono le cose in modo diverso. Non amano le regole. E non hanno rispetto per lo status quo. Li si può citare, non essere d'accordo con loro, glorificarli o diffamarli. L'unica cosa che non si può fare è ignorarli. Perché cambiano le cose. Spingono in avanti la specie umana. E mentre alcuni possono vederli come i pazzi, noi vediamo il loro genio. Perché le persone che sono abbastanza pazze da pensare di poter cambiare il mondo, sono quelle che lo fanno.
Here's to the crazy ones. The misfits. The rebels. The troublemakers. The round pegs in the square holes. The ones who see things differently. They're not fond of rules. And they have no respect for the status quo. You can quote them, disagree with them, glorify or vilify them. About the only thing you can't do is ignore them. Because they change things. They push the human race forward. And while some may see them as the crazy ones, we see genius. Because the people who are crazy enough to think they can change the world, are the ones who do.
Viva i pazzi. Gli spostati. I ribelli. I disturbatori. I pioli tondi nei buchi quadrati. Quelli che vedono le cose in modo diverso. Non amano le regole. E non hanno rispetto per lo status quo. Puoi copiarli, contrastarli, glorificarli o disprezzarli. Ma l'unica cosa che non puoi fare è ignorarli. Perché loro cambiano le cose. Loro spingono avanti l'umanità. E mentre qualcuno li vede come pazzi, noi li vediamo come geni. Perché quelli che sono abbastanza pazzi da pensare di poter cambiare il mondo sono quelli che ci riescono.
Non solo gli umani desiderano essere felici, ma ancor più desiderano apparire tali, perché l'apparenza della felicità è uno status symbol rispettabile, e mostrarsi infelici un segno di fallimento. Infatti nessuno dà credito ad un infelice o ne segue i consigli.
I rapporti sessuali non sono solo l'oggetto di un istinto o di un desiderio, ma anche uno status symbol.
Ogni conflitto presuppone certe appartenenze e certi status relativi alle parti in competizione; presupposizioni discordanti.
Ci ricordiamo facilmente dove abbiamo comprato ciò che possediamo, perché acquisire il possesso di qualcosa è un atto di rilevanza sociale, che cambia, seppur di poco, il nostro status. Perciò ogni acquisto è accompagnato da un certo grado di piacere.
Considerando il mio status e quello di un altro, ci sono quattro aspetti da osservare: lo status che mi attribuisco e quello che l'altro mi attribuisce, lo stato che attribuisco all'altro, quello che l'altro si attribuisce. Quanto maggiore è la differenza tra i quattro status, tanto più conflittuale è il rapporto tra me e l'altro.
Lo status più alto appartiene a coloro che non si preoccupano del proprio status.
Mostrarsi disinteressati al proprio status, lo accresce.
Ogni umano coltiva, nutre e difende il proprio status (nei confronti di quelli altrui) come meglio può, usando le risorse materiali, sociali, fisiche e mentali di cui dispone.
Devo fare uno sforzo per considerare che ciò che a me non piace, ad alcuni piace, e che ciò che a me piace, ad alcuni non piace.
Tutti capiscono la legge del più forte, perfino le bestie. Pochi capiscono la legge del più saggio. Per questo anche il saggio, per far rispettare le sue leggi, ha bisogno della forza.
Il valore di un essere umano è sempre relativo e comparativo. Infatti occorre chiedersi: valore per chi? Che rapporto c'è tra il valore di una certa persona e quello di altre persone? Sono uguali o diversi qualitativamente e quantitativamente?
La psicoanalisi è troppo importante per lasciare che se ne occupino solo gli psicoanalisti.
Il libero arbitrio è limitato dalle, e alle, opzioni che in ogni momento la vita ci offre e ci toglie.
Qualsiasi espressione umana, qualunque messaggio può essere interpretato in modi diversi dal ricevente. Per esempio, come un apprezzamento, un disprezzo, un'accusa, un rimprovero, una derisione, una minaccia, una promessa, una deferenza, una richiesta, una dichiarazione di amicizia o di inimicizia, di fratellanza, di estraneità, di indifferernza, di attrazione, di repulsione, di simpatia, di antipatia ecc.
Il carattere sperimentale della specie umana non va mai ignorato perché esso significa, né più né meno, che l’uomo sta ancora tentando di capire come è fatto, quali sono i suoi bisogni e quale sia il modo migliore di vivere.
Ci sono momenti in cui la miglior cosa da fare è non fare nulla e aspettare che accada qualcosa.
Se ognuno avesse una religione diversa, le religioni sarebbero inutili, anzi dannose, in quanto non favorirebbero la cooperazione e la coesione sociale, ma sarebbero causa di conflitti permanenti.
La povertà è il genitore della rivoluzione e del crimine.
Solo una mente educata può capire un pensiero diverso dal suo senza la necessità di accettarlo.
È meglio essere apprezzati da poche persone di grande valore o da molte persone mediocri?
Quanto vale un essere umano? Il valore che gli altri gli attribuiscono.
Se non siamo consapevoli che stiamo errando, non possiamo correggerci.
La verità è nuda, la falsità vestita.
Quando la realtà ci fa soffrire desideriamo qualcosa di diverso, di irreale, e dal desiderare cose diverse dalla realtà nascono le illusioni e le speranze impossibili, che pure ci consolano (almeno per un certo tempo).
Gli allievi mangiano ciò che i professori hanno digerito.
L'uomo è disposto a credere in qualsiasi cosa che comporti premi, vantaggi, piaceri o conforto per chi crede, o punizioni per chi non crede.
L'empatia è un accordo di sentimenti (buoni o cattivi).
Sono drammatici o umoristici i momenti in cui le appartenenze, i poteri o il prestigio di una persona si rafforzano o si indeboliscono. Il cambiamento è percepito come drammatico o umoristico a seconda della posizione dell'osservatore nei confronti del protagonista del cambiamento, e delle tensioni tra di essi.
Ci sono discorsi che imbrogliano e discorsi che sbrogliano, discorsi che confondono e discorsi che distinguono, discorsi che oscurano e discorsi che chiariscono, discorsi che mistificano e discorsi che demistificano.
Come il menagramo di Pirandello che chiese la patente di iettatore, così io chiedo la patente di arrogante, essendo stufo di essere considerato arrogante a sproposito.
Voglio essere riconosciuto per ciò che sono. Se sono un genio, mi si dica che sono un genio, se sono un verme, mi si dica che sono un verme, se sono mediocre, mi si dica che sono mediocre.
Quando si parla di morale, a molti interessa solo una cosa: non essere accusati di immoralità. Il resto è per loro indifferente.
Ciò che soprattutto l'uomo desidera è il potere sugli altri.
Ci sono persone che desiderano la morte di coloro su cui non riescono ad esercitare alcun potere.
All'uomo interessa sapere quali pensieri, sentimenti, motivazioni e intenzioni gli altri hanno nei suoi confronti, e poter influenzare a proprio favore quei pensieri, quei sentimenti, quelle motivazioni e quelle intenzioni.
Non si vive neppure una volta.
Posso immaginarmi che una donna brutta, guardandosi allo specchio, arrivi alla convinzione che l’immagine nello specchio sia brutta, e non lei. Così la società vede nello specchio la sua volgarità e per stupidità crede che il villano sia io.
Ciò che l'uomo segretamente più desidera è che gli altri obbediscano ai suoi voleri, cioè che pensino come lui vuole e facciano ciò che lui vuole.
Chi vuole differenziarsi è mal visto da chi teme di essere diverso.
Per paura della guerra, del disordine e della solitudine l'uomo è pronto a rinunciare alla libertà di pensare e di giudicare in modi diversi da quelli della comunità a cui appartiene.
Tra le persone che rifiutano la competizione ci sono coloro che non temono di risultare perdenti e coloro che lo temono.
Di fronte a Dio siamo tutti uguali. Ma di profilo?
Dicono che Piero Angela abbia aspettato con grande serenità la morte che stava per sopravvenire. Come lo spiegano coloro che ritengono normale e universale, per un essere umano, aver paura e angoscia della morte?
Quando con la razionalità non riesce a risolvere i prorpi problemi, l'uomo ricorre all'irrazionalità. Come dice la canzone: proviamo anche con Dio, non si sa mai..
La pubblicità vende, insieme al prodotto che vuole vendere, l'appartenenza all'insieme degli utenti di quel prodotto. Perciò il messaggio pubblicitario si concentra, più che sulle qualità del prodotto in vendita, sulle presunte qualità dei suoi utenti.
L’uno scrive perché vede, l’altro perché sente dire.
Qualunque opera d'arte che tiene lontane le persone volgari mi è cara.
Ci sono due specie di scrittori. Quelli che lo sono, e quelli che non lo sono. Nei primi forma e contenuto stanno insieme come anima e corpo, negli altri forma e contenuto vanno insieme come corpo e vestito.
Ciò che vediamo non è la realtà, ma la trasformazione e codificazione di una sua parte infinitamente piccola.
Il soggetto possiede l'oggetto e/o è posseduto da esso.
Per ognuno sono importanti non solo le proprie appartenenze ma anche quelle altrui, anzi, è importante il confronto tra tali appartenenze. Inoltre ognuno, se potesse, cercherebbe di cambiare non solo le proprie appartenenze, ma anche quelle altrui.
Regalare qualcosa a qualcuno significa rinunciare ad una proprietà in cambio della condivisione di una storia.
Ogni umano tema la perdita delle proprie appartenenze.
Con la morte del soggetto cessa ogni appartenenza che lo riguarda.
La morte fa paura perché comporta la perdita di ogni appartenenza.
Non ci si può fidare di uno snob. Se loda un’opera, può darsi anche che sia buona.
L'amore, quello duraturo, è una specie di imprinting indelebile.
Le persone in disaccordo farebbero bene a trovare un accordo sulle ragioni del loro disaccordo.
Saremo sostituiti e disintegrati.
Ogni comunità è esclusiva e inclusiva allo stesso tempo. Inclusiva verso chi ne rispetta le regole (forme, norme, valori), esclusiva verso chi non le rispetta.
La scienza non colma gli abissi del pensiero, sta semplicemente dinanzi a essi come un cartello di diffida. I contravventori devono prendersi la responsabilità di ciò che fanno.
Succede comunemente che uno trovi errori e/o falsità nelle idee di un altro solo perché non le capisce, e/o perché non riesce a sopportarne le conseguenze emotive.
Io desidero prima di tutto che le mie idee vengano capite, anche se non vengono condivise. Ma ho spesso l'impressione che chi non condivide le mie idee non le condivide perché non le ha capite, non perché abbia trovato in esse degli errori o delle falsità.
Chi si crede immune da autoinganni s'inganna.
Il potere di una persona consiste nella quantità e qualità di danni e di benefici che essa può arrecare ad altri umani e ad altri esseri viventi. Perciò, per dimostrare il proprio potere, certe persone danneggiano e/o beneficano gli altri e la natura per quanto è loro possibile. D'altra parte, dimostrare il proprio potere è un modo per ottenerlo, perché la gente rispetta e teme gli altri in misura proporzionale al potere che essi dimostrano loro.
Qualsiasi cosa può essere messa in discussione, e potrebbe essere utile farlo.
L'appartenenza ad un insieme sociale non è un fatto binario (sì/no). Si può appartenere in una certa misura, che varia dallo zero al cento per cento.
Si può essere felici sapendo che altri soffrono?
La cosiddetta buona società ci obbliga a mostrare una pazienza sconfinata verso la stoltezza, la follia, la stravaganza e l’ottusità; i meriti personali per contro debbono chiedere perdono, oppure nascondersi, dal momento che la superiorità intellettuale ferisce per il semplice fatto di esistere, senza che la volontà vi aggiunga nulla. La società chiamata buona ci obbliga, per armonizzarci con gli altri, a impicciolire o addirittura a deformare noi stessi. In tale società noi dobbiamo quindi rinnegare dolorosamente noi stessi e abbandonare i tre quarti di noi, per renderci simili agli altri.
Quando due persone guardano un cubo da punti di vista opposti, ognuna vede facce del cubo diverse, ma il cubo è lo stesso.
Un essere umano è disposto a mettere qualunque cosa in discussione, tranne la propria dignità.
Il pensiero è semi-volontario e segue una struttura reticolare.
Ogni umano, consciamente o inconsciamente, vorrebbe essere libero di fare qualunque cosa gli piaccia fare, senza limiti, e al tempo stesso, per la propria sicurezza e per una convivenza pacifica e produttiva, vorrebbe limitare la libertà altrui. Il mancato riconoscimento di uguali diritti e doveri a tutti gli esseri umani è un problema fondamentale dell'umanità.
Da bambino pensavo che le persone "brutte" fossero anche cattive. Colpa di Walt Disney?
I peggiori e più pericolosi fascisti sono quelli che non sanno di esserlo di esserlo, mentre i fascisti autentici sono facilmente riconoscibili e perciò più facili da smascherare e da contrastare. L'Italia è piena di fascisti inconsapevoli, che del fascismo vedono solo i lati positivi, i quali si riducono ad uno solo: l'ordine sociale, non importa come venga ottenuto. Tutto il resto, come la libertà di espressione, per loro non è importante.
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