Zitate über Gehorsam

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Comandare ed obbedire: difficile il primo, comodo il secondo.
 
L’obbedienza è un atto di fede e la disobbedienza è il risultato di una mancanza di fede.
 
La gioventù è fatta per obbedire, e la vecchiaia per comandare.
 
“Credere, obbedire, combattere”: lo slogan imposto a un popolo che non crede in niente, non sa obbedire, e non vuol combattere.
 
I più grandi crimini nel mondo non sono commessi da persone che infrangono le regole, ma da persone che seguono le regole. È gente che segue gli ordini che bombarda e massacra nei villaggi.
 
Quelli che ubbidiscono sono per lo più la copia perfetta di quelli che comandano.
 
Chi troppo s'inchina mostra il sedere.
 
L'ubbidienza è il primo dovere del soldato.
 
Chi obbedisce spera un giorno di comandare, chi comanda spera di non dover obbedire mai.
 
Un essere umano non può vivere senza continuamente obbedire a delle leggi naturali e sociali. In tal senso, il libero arbitrio consiste nella scelta delle autorità (biologiche, intellettuali politiche, morali, estetiche, religiose, ecc. ) a cui obbedire, a cui sottomettersi. Il piacere è il premio per l'obbedienza, il dolore il castigo per la disobbedienza a tali autorità.
 
È meglio non comandare del non venire obediti.
 
È molto più prudente obbedire che comandare.
 
Non credo al proverbio che, per saper comandare, bisogna saper obbedire.
 
La fraternità richiede il comune riconoscimento di genitori comuni (genetici o metaforici) e la comune obbedienza ad essi.
 
Impara a ubbidire e imparerai a comandare.
 
L'ubbidienza è il fondamento dell'ordine.
 
Comandare è una cosa. Farsi obbedire è un’altra.
 
Un essere umano non può vivere senza continuamente obbedire a delle leggi naturali e sociali.
 
La folla è un gregge docile incapace di vivere senza un padrone. È talmente desiderosa di obbedire che si sottomette istintivamente a colui che le si pone a capo.
 
Circa l’obbedienza, se la si toglie all’amore, si abbatte anche il suo dominio, poiché chi sa disobbedire alla persona amata non l’ama affatto e non merita il nome d’amante.
 
Chi ha a comandare a altri non debbe avere troppa discrezione o rispetto nel comandare; non dico che debba essere sanza essa, ma la molta è nociva.
 
Fa' come sei comandato, e non sarai mai biasimato.
 
Obbedienza e contemplazione si compenetrano. È escluso che un disobbediente possa praticare vera contemplazione. L'obbedienza fonda e feconda la preghiera contemplativa.
 
Assai comanda chi ubbidisce al saggio.
 
Ciascuno deve sapere a chi, come e quando obbedire.
 
E sappiamo che la disciplina consiste in un imbecille che si fa obbedire da altri più intelligenti di lui.
 
Solo obbedendo, solo avendo l'orgoglio umile ma sacro di obbedire, si conquista poi il diritto di comandare.
 
Avere il coraggio di dire ai giovani che essi sono tutti sovrani, per cui l'obbedienza non è ormai più una virtù, ma la più subdola delle tentazioni, che non credano di potersene far scudo né davanti agli uomini né davanti a Dio, che bisogna che si sentano ognuno l'unico responsabile di tutto.
 
Tutti sono sottomessi, tutti desiderano obbedire e pensare meno che si può: bambini sono gli uomini.
 
Agli altri […] non si può comandare che servendoli.
 
Ubbidisci al maestro se vuoi imparare.
 
L'obbedienza al dovere è resistenza a sé stessi.
 
Non dare mai un ordine che non può essere obbedito.
 
Quando ubbidisci ai tuoi superiori, ammaestri i tuoi inferiori.
 
Chi comanda dev'essere conciso, preciso. E sempre saldo al timone.
 
È buona ubbidienza quella che viene dall'amore e non dal timore.
 
Il comandare fa piacere come l’obbedire, la prima cosa quando non è ancora diventata un’abitudine, la seconda invece quando è diventata un’abitudine. Vecchi servitori sotto nuovi comandanti si incoraggiano reciprocamente nel farsi piacere.
 
L'obbedienza è la furbizia dei santi; è un talismano che indora tutte le cose.
 
Un buon marito deve saper comandare a se stesso di ubbidire alla moglie.
 
Una ragione illuminata […] preferisce il comandare ad uomini felici più che a una greggia di schiavi.
 
Più il corpo è debole, più comanda; più è forte, più obbedisce.
 
Moglie obbediente. Quella cui il marito ha ordinato di fare ciò che vuole lei e lei lo fa.
 
Per comandare bisogna riuscire a trovare chi è disposto a ubbidire.
 
Servitù è il vero nome di quell’obbedienza che non è virtù.
 
Chi si ama si ubbidisce volentieri.
 
Chi è nato per obbedire obbedirebbe anche sul trono.
 
L’uomo per il campo e la donna per il focolare; l’uomo per la spada e lei per l’ago; l’uomo con la testa e la donna col cuore; l’uomo per il comando e la donna per l’obbedienza: tutto il resto è confusione.
 
A tre bisogna ubbidire: a Dio, ai genitori e alla legge.
 
Chi non ha imparato a ubbidire, non saprà mai comandare.
 
Quando qualcuno domanda un’obbedienza cieca, saresti un folle se non sbirciassi.
 
Chi ubbidisce è quasi sempre migliore di chi comanda.
 
È pericoloso dire al popolo che le leggi non sono giuste, perché obbedisce proprio per il fatto che le crede giuste. Perciò bisogna dirgli al tempo stesso che deve obbedire loro perché sono leggi, così come deve obbedire ai superiori non perché sono giusti, ma perché sono superiori.
 
Bisogna comandare solo ciò che è essenziale, e che si ha fondata speranza che venga eseguito.
 
Ognuno vorrebbe essere obbedito da ogni altro.
 
Colui solo è felice e grande che per essere qualcosa non ha bisogno né di comandare né di ubbidire.
 
Di tutte le forme d’obbedienza, quella alla nostra coscienza è la più scomoda.
 
Per gli stomaci vuoti non esistono né obbedienza né timore.
 
L'ubbidienza è la fame di essere nelle mani di Dio.
 
L'ubbidienza per paura, poco dura.
 
Quando pensi alla lunga e tenebrosa storia dell’uomo, troverai che molti crimini spaventosi sono stati commessi nel nome dell’obbedienza, più di quanti ne siano mai stati commessi in nome della ribellione.
 
L’obbedienza estrema presuppone ignoranza in colui che obbedisce; la presuppone anche in colui che che comanda; questi non ha da deliberare, da dubitare, da ragionare; non ha che da volere.
 
L’unica trasgressione possibile nel nostro paese è l’obbedienza alle regole.
 
La forza dell’obbedienza suole appianare ogni cosa, anche quelle che sembrano impossibili.
 
Come Ulisse e i suoi compagni di fronte alle sirene, leghiamoci all’albero maestro della vita, o mettiamoci i tappi nelle orecchie, per evitare di cedere alle lusinghe di coloro (genitori, insegnanti, superiori, militari, governanti e preti) che ci cantano la virtù dell’obbedienza. Dando loro retta, potremmo trovarci un giorno alla sbarra degli imputati in un processo a Norimberga o all’Aia, a render conto di crimini che oggi ci fanno rabbrividire, e che domani potrebbero darci il brivido. Perché ribellarsi è giusto, come si diceva nel ’68, ma basta molto poco a renderlo impossibile.
 
Che la prima lezione ai vostri figli sia l’obbedienza; la seconda, quella che volete.
 
Certe regole servono solo a creare effetti estetici, o a distinguere coloro che vi obbediscono da coloro che non vi obbediscono.
 
Comandare è più volgare che obbedire.
 
A essere pienamente liberi bisogna non avere né da obbedire, né da comandare.
 
Non si può servir a due signori.
 
Il libero arbitrio consiste nella scelta delle autorità (biologiche, intellettuali, sociali, politiche, morali, estetiche, religiose, ecc.) a cui obbedire, a cui sottomettersi.
 
Chi si accinge a diventare un buon capo, deve prima essere stato sotto un capo.
 
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