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Il socialismo politico, la cui essenza, nonostante tutti gli scopi annunciati, consiste per ora soltanto nel desiderio di un saccheggio generale di tutti i proprietari da parte delle classi povere, e poi "sarà quel che sarà".
 
Siamo diventati tutti antifascisti quando abbiamo cominciato a perdere la guerra.
 
I politici sono molto come i pannolini. Dovrebbero essere cambiati spesso, e per la stessa ragione.
 
Essere conservatori oggi, cioè non battersi per il cambiamento della società, significa assecondare la distruzione della biosfera e l'estinzione della specie umana a causa della crescente sovrappopolazione e dell'aumento dei consumi pro-capite.
 
Quando in democrazia i cittadini si tengono lontani dalla politica attiva e si limitano a scegliere tra i partiti politici il giorno delle elezioni, i politici finiscono per corrompersi.
 
Non dobbiamo chiedere ai politici di essere onesti, ma agli onesti di occuparsi di politica dopo aver dimostrato di esserne capaci.
 
Ti voterò. Ma solo se vincerai.
 
La democrazia è una forma affascinante di governo, piena di varietà e disordine, e dispensatrice di una forma di uguaglianza agli eguali e ai diseguali allo stesso modo.
 
Con quanta imprudenza molti cercano di levar di mezzo un tiranno senza essere in grado di eliminare le cause che fanno del principe un tiranno.
 
Nelle occasioni di voto il più saggio è sempre l’indeciso
 
È un peccato che tutti quelli che sanno come governare una nazione sono occupati a guidare taxi o a tagliare capelli.
 
Il problema del capitalismo non è la proprietà privata, ma il fatto che questa può essere incrementata in misura sproporzionata (perfino esponenziale) rispetto al lavoro, allo sforzo e all'impegno profuso per ottenerla. Questa sproporzione rende il capitalismo intrinsecamente ingiusto.
 
Gli uomini politici sono uguali dappertutto. Promettono di costruire ponti anche dove non ci sono fiumi.
 
Un radicale è un uomo con i piedi fermamente piantati in aria.
 
Una minoranza unita è più forte di una maggioranza disunita.
 
Il primo problema di qualsiasi movimento riformatore è quello di sopravvivere nonostante le dinamiche competitive tra i suoi membri. Perciò, prima di insegnare alla gente come cambiare, un movimento dovrebbe dare un esempio di coesione, armonia e solidità organizzativa.
 
A mio avviso, il bisogno di ordine e sicurezza prevale sul bisogno di libertà nella maggior parte della gente. Su questo fatto prospera il fascismo, che cade solo quando non riesce più a garantire l'ordine a causa di insuccessi economici o sconfitte militari.
 
Le competenze richieste per arricchire una persona o un gruppo di persone sono diverse da quelle richieste per arricchire un popolo.
 
L'uomo è un animale sociale non egualitario e non imparziale. Infatti il comunismo ha fallito perché non ha considerato che l'uomo è per natura incline a privilegiare gli interessi propri e quelli delle persone amate rispetto a quelli della comunità, ovvero delle persone con cui non ha rapporti affettivi diretti e reciproci.
 
Il popolo ama il populismo.
 
Di questo passo la dittatura è inevitabile. Dobbiamo solo scegliere il dittatore, finché siamo in tempo.
 
Le folle adorano chi le sottomette.
 
Chi ha inventato la democrazia dava per scontato che i votanti avrebbero votato per favorire i propri interessi. In realtà succede spesso che i cittadini votino per politiche i cui risultati sono per loro sfavorevoli.
 
Il trono si conquista con le spade e i cannoni, ma si conserva con i dogmi e le superstizioni.
 
Molti sono così ingenui da non capire che dare il potere ad un dittatore, sia pure attraverso un voto democratico, è una strada senza ritorno, perché poi non sarà più possibile toglierglielo, anche se quello dovesse dare segni di pazzia. È ciò che sta avvenendo oggi in Russia.
 
In democrazia non conta l'uomo per tutte le stagioni. Prevale infatti colui la cui visione politica corrisponde meglio agli umori e alle opinioni correnti del popolo, e dice alla gente ciò che essa, in quel particolare momento, vuole sentirsi dire.
 
Si può essere fascisti a propria insaputa.
 
Il peggior nemico della democrazia è la democrazia stessa.
 
La cattiva politica e la cattiva burocrazia non vengono dal cielo. Sono il frutto della cattiva mentalità della maggior parte della gente, specialmente in un sistema democratico. Non è vero che molti soffrono per colpa di pochi; spesso è vero il contrario, ovvero che le minoranze soffrono per colpa delle maggioranze.
 
I governi devono essere conformi alla natura degli uomini governati.
 
L'errore dei populisti è credere e far credere che le cose vadano male per colpa dei cattivi politici e non del cattivo popolo.
 
Quando un megalomane riesce a conquistare il potere politico assoluto, sono guai per l'umanità.
 
Nessun uomo deve disperare di riuscire a conquistare seguaci all'ipotesi più stravagante purché abbia arte sufficiente a rappresentarla sotto i colori più favorevoli.
 
Fra imbecilli che vogliono cambiare tutto e mascalzoni che non vogliono cambiare niente, com'è difficile scegliere!
 
Pochi nemici, buona politica.
 
Il mio atteggiamento democratico non è perfettamente sincero, è solo una reazione irritata all'irrazionalismo dei tedeschi, alle loro profondità fasulle e al fascismo in genere, che non riesco proprio a sopportare. Ho sempre sentito che, al tempo della mia ostinazione reazionaria, nelle Considerazioni di un impolitico ero stato molto più interessante e lontano dalla banalità.
 
I peggiori e più pericolosi fascisti sono quelli che non sanno di esserlo di esserlo, mentre i fascisti autentici sono facilmente riconoscibili e perciò più facili da smascherare e da contrastare. L'Italia è piena di fascisti inconsapevoli, che del fascismo vedono solo i lati positivi, i quali si riducono ad uno solo: l'ordine sociale, non importa come venga ottenuto. Tutto il resto, come la libertà di espressione, per loro non è importante.
 
Farsi vedere dalla parte del popolo, coi tempi che corrono, è come pescare un'assicurazione-regalo.
 
La maggior parte dei sudditi crede di essere tale perché il re è il Re, non si rende conto che in realtà è il re che è Re perché essi sono sudditi.
 
Quelli che cercano di guidare il popolo possono farlo soltanto seguendo la plebe.
 
Se i politici fossero sinceri, pochi li voterebbero.
 
Io non sono comunista perché non me lo posso permettere.
 
Per governare una nazione, un'organizzazione o una famiglia non basta essere onesti.
 
Un politico non dovrebbe essere giudicato per la sua arroganza o il suo egocentrismo, ma per la sua capacità di governare per il bene comune, ovvero per la qualità dei risultati del suo governo.
 
Il governo attuale mi fa tenerezza. Si è instaurato promettendo l'impossibile e adesso si vanta di essere "responsabile" perché rinuncia a fare l'impossibile. Per mantenere il potere si spinge perfino a fare cose sagge.
 
Elettori stupidi (e in Italia sono la maggioranza) non possono eleggere che politici incompetenti e/o corrotti.
 
Il comunismo derivò dal cristianesimo, da un'alta concezione dell'uomo, ma invece di un amore autonomo e spontaneo, i non amati danno di piglio ai bastoni e vogliono portare via ciò che non hanno dato loro quelli che non li hanno amati.
 
Il Vecchio Testamento è fascista. Il Nuovo comunista. Per non far torto a nessuno dei due, i cristiani, a cominciare da San Paolo, sono democristiani.
 
Molte persone si lamentano del governo del proprio paese ma sono incapaci di proporre alternative e, ancor meno, di organizzarsi per cambiare qualcosa; lamentarsi insieme non risolve i problemi politici, ma fa sentire piacevolmente uniti i lamentosi.
 
La situazione politica in Italia è grave ma non è seria.
 
Questo è il miracolo del nostro tempo, che voi mi abbiate trovato tra tanti milioni di persone. E che io abbia trovato voi, questa è la fortuna della nostra Germania!
 
Ciò che pensiamo, o che conosciamo, o ciò in cui crediamo, alla fine dei conti produce pochi effetti. L’unico effetto viene da ciò che facciamo.
 
Fate attenzione, quando una democrazia è malata, il fascismo viene al suo capezzale, ma non è per avere sue notizie.
 
Ciò che fa vincere le elezioni non è la capacità di governare ma quella di fare le promesse più allettanti.
 
Il nazismo in Germania è stato una metastasi di un tumore che era in Italia.
 
I voti degli stupidi sono indispensabili per vincere le elezioni.
 
Nessun politico dirà mai ai suoi elettori che sono stupidi, anche se lo sono.
 
Uno Stato democratico non può essere migliore dei suoi cittadini.
 
Io sostengo che una delle caratteristiche di una società aperta sia di tenere in gran conto, oltre alla forma democratica di governo, la libertà di associazione, e di proteggere e anche incoraggiare la formazione di sotto-società libere, ciascuna delle quali possa sostenere differenti opinioni e credenze.
 
Berlusconi sta alla politica come Emilio Fede sta all'informazione.
 
Il dramma della democrazia è che i voti degli stupidi e dei disonesti contano come gli altri, e sono spesso in maggioranza.
 
Se il popolo vuole la dittatura come mezzo per avere ordine e sicurezza, l'avrà. Nessuno potrà impedirlo, nemmeno la costituzione più democratica.
 
Chi sa parlare è politicamente più forte di chi sa fare.
 
Ogni causa è anche una conseguenza. Questo vale anche per il capitalismo. Vederlo solo come causa di mali è miope. Chiediamoci anche da cosa sia causato, ovvero da quali aspetti della natura umana esso emerga.
 
L'occasione fa l'uomo politico.
 
Il potere non si presenta mai come tale, ma indossa sempre i panni del prestigio, dell'ambizione, dell'ascendente, della reputazione, della persuasione, del carisma, della decisione, del veto, del controllo, e dietro queste maschere non è facile riconoscere le due leve su cui si fonda: il controllo assoluto delle nostre condizioni di vita e la massima efficienza delle prestazioni che ci sono richieste.
 
Viviamo in un interregno, un’epoca in cui il vecchio muore e il nuovo non può nascere: le regole e le leggi del passato sono scomparse, ma le nuove leggi non sono ancora state inventate. La sovranità degli stati nazionali è ormai in buona misura una finzione. Il potere è la capacità di fare, la politica è decidere che cosa fare. La globalizzazione ha fatto evaporare il potere degli stati nazionali verso poteri sovranazionali liberi dal controllo della politica. Se un governo provasse a realizzare ciò che davvero vogliono i suoi elettori, invece di ciò che esige la finanza, i mercati lo punirebbero con durezza.
 
L'impero morale della maggioranza si fonda, in parte, sull'idea che vi sia più cultura e più saggezza in molti uomini riuniti che in uno solo, nel numero, più che nella qualità, dei legislatori. È la teoria dell'ugua­glianza applicata all'intelligenza. Questa dottrina colpi­sce l'orgoglio dell'uomo nel suo ultimo rifugio: cosi la minoranza l'ammette solo a fatica, e non vi si abitua che a lungo andare.
 
Per incatenare i popoli, si comincia con l'addormentarli.
 
I populisti sono i grandi semplificatori della politica e dell'economia, che spiegano in termini semplici le cause, i responsabili e le soluzioni dei problemi. In termini così semplici che anche gli stupidi e gli ignoranti sono in grado di capire.
 
Non sa niente, e crede di saper tutto. Questo fa chiaramente prevedere una carriera politica.
 
Quando una gran parte degli elettori è idiota, non c'è rimedio, se non una catastrofe che svegli la gente, come quella della seconda guerra mondiale per i tedeschi invaghiti di Hitler. In tal caso anche la buona politica è inutile. Se il popolo vuole il dittatore, lo avrà.
 
Protestare senza proporre soluzioni alternative è tipico dei bambini.
 
Quando la democrazia non riesce a mantenere l'ordine, la dittatura viene in suo aiuto.
 
Ahi serva Italia, di dolore ostello, nave sanza nocchiero in gran tempesta, non donna di province, ma bordello!" -- Purgatorio VI
 
In democrazia la colpa delle disfunzioni sociali è sempre della maggioranza, perché in democrazia la maggioranza prevale.
 
La politica è stata definita la seconda più antica professione del mondo. Certe volte trovo che assomiglia molto alla prima.
 
Le destre sono più unire delle sinistre, perché la loro politica è più semplice. Per la destra vale la legge del più forte, per la sinistra quella del più giusto, ma è molto più facile stabilire chi sia più forte che chi sia più giusto.
 
Se la maggioranza degli elettori pensa solo a tirare a campare, i governi che escono dalle elezioni fanno altrettanto.
 
Marx non era marxista.
 
Io non ho paura di un esercito di leoni, se sono condotti da una pecora. Io temo un esercito di pecore, se sono condotte da un leone.
 
Il sistema democratico è per lo più anti-meritocratico, perché non premia chi è stato valutato da competenti attraverso una lunga carriera, ma chi è stato votato da una maggioranza di incompetenti.
 
Un regime, per quanto dispotico o totalitario, non regge a lungo senza l’assenso della maggioranza.
 
La pena più grave, nel caso non si voglia governare di persona, sta nell'essere governati da chi è moralmente inferiore; questo è il timore che a mio parere spinge gli uomini onesti a governare, quando lo fanno.
 
Sia i miopi che i presbiti, in politica, sono pericolosissimi.
 
Finché gli onesti si tengono fuori dalla politica limitandosi ad inveire contro i politici disonesti, questi continueranno indisturbati a fare i loro comodi.
 
Il potere logora chi non ce l’ha.
 
Un politico guarda alle prossime elezioni. Uno statista guarda alla prossima generazione.
 
Gli italiani sono irrimediabilmente fatti per la dittatura.
 
I politici, per farsi votare, dicono al popolo ciò che al popolo piace sentirsi dire, non importa quanto sia vero, verosimile o realizzabile.
 
Il limite della democrazia: troppi coglioni alle urne.
 
Lo scopo della politica è l'ottenimento e il mantenimento del potere, cioè del più alto livello gerarchico. Per raggiungere tale scopo il politico deve far credere al popolo che il suo scopo sia il bene e la difesa degli interessi del popolo stesso. Tuttavia il popolo non può essere ingannato troppo a lungo, per cui il politico, se vuole mantenere il potere, è costretto a fare qualcosa di buono per il popolo.
 
Gli stupidi e ignoranti non tollerano di essere considerati stupidi e ignoranti, e votano per qualunque ciarlatano che promette loro una rivalsa contro chi, a loro avviso, non li rispetta abbastanza.
 
In politica un incompetente può fare più danni che un disonesto.
 
La borghesia ha avuto nella storia una funzione sommamente rivoluzionaria. Dove è giunta al potere, essa ha distrutto tutte le condizioni di vita feudali, patriarcali, idilliache. Essa ha lacerato senza pietà i variopinti legami che nella società feudale avvicinavano l'uomo ai suoi superiori naturali, e non ha lasciato tra uomo e uomo altro vincolo che il nudo interesse, lo spietato "pagamento in contanti".
 
La sicurezza del potere si fonda sull'insicurezza dei cittadini.
 
I popoli vivono soprattutto di speranza. Le loro rivoluzioni hanno lo scopo di sostituire con una speranza nuova le speranze antiche che hanno perso la loro forza.
 
Berlusconi è l'effetto, non la causa della degenerazione del Paese.
 
Siamo alle solite. Politici che per farsi eleggere promettono l'impossibile e tanti che ci credono.
 
I governanti italiani hanno un braccio lungo e uno corto: Quello lungo serve a prendere, e arriva dappertutto; quello corto serve a dare, e non raggiunge che i più vicini.
 
I cattolici e i comunisti sono simili nel considerare che quelli che non hanno le loro convinzioni non possono essere né onesti né intelligenti.
 
Il problema non è il dittatore, ma coloro che lo accettano.
 
La politica e il fato dell'umanità vengono forgiati da uomini privi di ideali e grandezza. Gli uomini che hanno dentro di sé la grandezza non entrano in politica.
 
I migliori si tengono lontani dalla politica in quanto la ritengono "sporca" (a priori) lasciandola nelle mani dei peggiori.
 
La dittatura è l'inevitabile effetto del disordine sociale, che si instaura quando i cittadini non riescono a trovare un accordo maggioritario su come governare ed essere governati.
 
Io affermo che il nostro mondo, il mondo delle democrazie occidentali, non è certamente il migliore di tutti i mondi pensabili o logicamente possibili, ma è tuttavia il migliore di tutti i mondi politici della cui esistenza storica siamo a conoscenza.
 
Io sarei favorevole ad una democrazia in cui possano votare solo coloro che hanno superato un esame di educazione civica, cultura generale e alfabetismo funzionale.
 
Il coraggio intellettuale della verità e la pratica politica sono due cose inconciliabili in Italia.
 
In democrazia, se il 50% +1 dei cittadini è idiota, il governo è idiota al 100%.
 
Occuparsi di politica in un paese democratico significa affidarsi ai capricci di un datore di lavoro (il popolo) che ha il diritto di licenziarti ad ogni elezione, senza giustificati motivi, senza cognizione di causa e con qualsiasi pretesto.
 
Quanto più la classe dominante è capace di assorbire gli elementi migliori della classe oppressa, tanto più solido e pericoloso è il suo dominio.
 
C'è solo un modo per uccidere il capitalismo - con tasse, tasse, e ancora più tasse.
 
La politica è l'arte di impedire alla gente di impicciarsi di quello che la riguarda
 
Quanti italiani, specialmente tra gli elettori della Lega, sanno cosa sia lo spread, i meccanismi finanziari e gli inconvenienti ad esso connessi che ricadono anche su di loro? Temo che siano una piccola minoranza, pronta a sostenere provvedimenti demagogici che faranno aumentare lo spread a livelli fallimentari.
 
Berlusconi ha avuto successo non tanto per la sua intelligenza e la sua mancanza di scrupoli, quanto per il carattere immorale e servile della maggioranza degli italiani, che lui ha saputo sfruttare abilmente.
 
Una delle punizioni per non aver partecipato alla politica è quella di essere governato da esseri inferiori.
 
Quando Montanelli afferma che Berlusconi crede sinceramente alle proprie menzogne dice una verità. È una delle forze del Cavaliere, uno così è imbattibile, incontrastabile, indistruttibile.
 
Destra, sinistra, qualunquismo e liberismo.
La mentalità di destra dice: vinca chi ha vinto e perda chi ha perso.
Quella di sinistra: vinca chi ha perso e perda chi ha vinto.
Quella qualunquista: che io non perda.
Quella liberista: che io vinca.
 
La democrazia perfetta è catastrofica (e ne stiamo facendo l’esperienza con questo “governo del popolo”). Una buona democrazia non deve dare al popolo un potere assoluto, ma mitigato da privilegi concessi alle persone più intelligenti e capaci, anche se non è facile misurare l’intelligenza e la capacità di qualcuno. I titoli accademici e i riconoscimenti della comunità scientifica sono meglio che nessun criterio, come avviene nella democrazia perfetta, dove tutti valgono nella stessa misura.
 
Informare e governare sono professioni che richiedono competenze diverse.
 
A proposito di politica, ci sarebbe qualcosa da mangiare?
 
Il mito del buon dittatore ha origini religiose. Il buon dittatore somiglia stranamente al buon Dio, al Buon Pastore. È esecutore e garante della volontà di Dio, che ha fatto gli uomini, i re e i dittatori, a sua immagine e somiglianza, perché l'ordine regni sul caos.
 
L'idealismo è la nobile toga con cui i signori della politica ammantano il loro desiderio di potere.
 
La demagogia prospera dove l'ignoranza regna.
 
"Stato" si chiama il più freddo di tutti i mostri. E freddo anche nel mentire; e la menzogna ch'esce dalla sua bocca è questa: "lo, lo Stato, sono il popolo!"
 
Uno stato è politicamente libero, se le sue istituzioni politiche rendono di fatto possibile ai suoi cittadini di cambiare governo senza spargimento di sangue, nel caso in cui la maggioranza desideri un tale cambiamento di governo.
 
L'estrema destra rivendica la libertà di espressione per poi sopprimerla una volta raggiunto il potere.
 
Consciamente o inconsciamente, ognuno di noi vorrebbe essere un dittatore (nel senso di dettare legge).
 
Gli argomenti sui quali si fonda la profezia storica di Marx non sono validi. Il suo ingegnoso tentativo di trarre conclusioni profetiche dall'osservazione delle tendenze economiche contemporanee è fallito. [...] La ragione del suo fallimento come profeta va esclusivamente ricercata nella povertà dello storicismo in quanto tale, nel semplice fatto che, anche se constatiamo oggi il manifestarsi di una certa tendenza o direzione storica, non possiamo sapere quale aspetto essa potrà assumere domani.
 
Ci sono popoli incapaci di rapporti sociali pacifici senza la sottomissione ad un comune brutale dittatore.
 
Che disposizione bizzarra quella di talune persone verso la Costituzione. Hanno lo stesso atteggiamento che ha il fedele verso la Bibbia…difendono un testo che non hanno mai letto.
 
Un popolo abituato a servire, quando la vita si fa troppo dura, cambia padrone illudendosi che quello nuovo gli porti maggior benessere. Non capisce che il benessere non viene dal padrone, ma dal popolo stesso, nella misura in cui è capace di organizzarsi per ottenerlo.
 
I fascisti si sono sempre battuti per la libertà di togliere la libertà ai loro oppositori.
 
La mentalità di coloro che hanno il potere è diversa da quella di coloro che lo subiscono. Infatti, appena una persona ottiene il potere, si trasforma.
 
Vincono le elezioni i partiti che riescono a far credere alla maggioranza degli elettori di essere i più capaci e disposti a soddisfare i loro bisogni, desideri e aspettative. Ciò è tanto più facile quanto meno istruiti sono gli elettori. La democrazia, pur essendo la forma di governo meno peggio che abbiamo conosciuto, è dunque la dittatura dei manipolati.
 
Dalla democrazia nasce per natura il dispotismo, e dalla libertà estrema la forma più grave di tirannia e di schiavitù.
 
Il peggior analfabeta è l’analfabeta politico. Egli non sente, non parla, né s’interessa degli avvenimenti politici. Egli non sa che il costo della vita, il prezzo dei fagioli, del pesce, della farina, dell’affitto, delle scarpe e delle medicine, dipendono dalle decisioni politiche. L’analfabeta politico è talmente somaro che si inorgoglisce e si gonfia il petto nel dire che odia la politica. Non sa, l’imbecille, che dalla sua ignoranza politica nasce la prostituta, il minore abbandonato, il rapinatore e il peggiore di tutti i banditi, che è il politico disonesto, il mafioso, il corrotto, il lacchè delle imprese nazionali e multinazionali.
 
Per fare una democrazia ci vuole un popolo democratico.
 
La storia ci insegna che né il comunismo, né il fascismo sono possibili se non vengono sostenuti da una dittatura, anche se possono avere origine da una democrazia disordinata.
 
Inutile offrire solo democrazia e giustizia ad un popolo che chiede solo ordine e sicurezza. Così si perdono le elezioni.
 
Uno dei grandi problemi della democrazia è che essa permette la propria trasformazione irreversibile in dittatura attreverso un legittimo voto democratico.
 
Mi pare molto diffusa la tendenza a dare ai "politici" la responsabilità delle disgrazie della società. Io tendo invece ad assegnare ai cittadini tale responsabilità, anche perché i politici sono i degni rappresentanti dei loro elettori, in quanto rispecchiano la loro mentalità e le loro aspirazioni.
 
I meno meritevoli temono la meritocrazia.
 
Il pastore cerca sempre di convincere il gregge che gli interessi del bestiame e i suoi sono gli stessi.
 
In questo mondo comanda chi ha i soldi, e fa i soldi chi comanda.
 
Gli imbecilli, i cretini, gli stupidi ci sono sempre stati e sempre ci saranno in ogni società, in una proporzione che varia da cultura a cultura. Certi partiti politici hanno l'abilità di riunirli in forze politiche.
 
Per molti filosofi greci, in particolare per Platone, la democrazia portava inevitabilmente alla tirannia, perché il démos alla fin fine ha bisogno di tiranni.
 
L'espropriazione dei capitalisti e la liquidazione della borghesia non aboliscono affatto lo sfruttamento dell'uomo da parte dell'uomo. Esso si ricostituisce a partire dagli apparati della genostruttura (lo Stato, il partito-Stato), in base al dualismo tra potere-controllo-comando sulle forze energetiche e subordinazione degli uomini ridotti a esecuzione, cioè a energia meccanica: tra sapere (tecnico, dottrinale, religioso, culturale) e non-sapere.
 
Il capitalismo è caratterizzato da una sproporzione (in certi casi esponenziale) tra il lavoro erogato da una persona (in senso quantitativo e qualitativo) e i redditi che essa può ottenere grazie ad esso. Inoltre, nel capitalismo più si è ricchi e più è facile aumentare la propria ricchezza.
 
Una volta avevamo politici che facevano affari. Oggi abbiamo affaristi che fanno politica.
 
Quasi tutte le più importanti idee del totalitarismo moderno sono direttamente ereditate da Hegel, che raccolse e conservò quello che A. Zimmern chiama "l'arsenale d'armi dei movimenti autoritari". Benché la maggior parte di queste armi non sia stata creata da Hegel stesso, ma sia stata da lui scoperta negli antichi tesori di guerra della perenne rivolta contro la ragione, fu senza dubbio il suo sforzo a riscoprirli e a porli nelle mani dei suoi seguaci moderni.
 
Nel lungo periodo ogni governo è l'immagine esatta del suo popolo, con tutta la sua saggezza e stupidità.
 
I poveri cessano di fare la lotta di classe quando ottengono qualche piccolo miglioramento nella loro vita. I ricchi mai. Per questo hanno vinto i ricchi.
 
Gli interessi di una classe economicamente dominante non sono mai nudi. Sono avvolti dalla bandiera, fortificati dalla legge, protetti dalla polizia, nutriti dai media, insegnati nelle scuole e benedetti dalla chiesa.
 
Chiunque ha tentato di creare uno Stato perfetto, un paradiso in terra, ha in realtà realizzato un inferno.
 
La sinistra deve smettere di sostenere che l’italiano medio è vittima di Berlusconi. L’italiano medio è un Berlusconi più povero.
 
La scienza è umiliata dalla politica, che a sua volta è succube del Vaticano.
 
Una democrazia perfetta è la dittatura della mediocrità. Io sono per una democrazia imperfetta.
 
A chi consideri le faccende umane con occhio filosofico, nulla appare più sorprendente di come i molti siano governati dai pochi.
 
In democrazia, una piccola variazione nella percentuale di stolti nella popolazione può determinare la rovina o la salvezza di uno stato.
 
La dittatura è moralmente cattiva perché condanna i cittadini dello Stato, contro la loro migliore coscienza, contro il loro convincimento morale, a collaborare con il male se non altro con il silenzio. Essa solleva l'uomo dalla responsabilità morale senza la quale è solo la metà, un centesimo di uomo.
 
"Il popolo" sogghignò il vecchio "il popolo... Il popolo cornuto era e cornuto resta: la differenza è che il fascismo appendeva una bandiera sola alle corna del popolo e la democrazia lascia che ognuno se l'appenda da sé, del colore che gli piace, alle proprie corna... [...]"
 
La libertà politica è una condizione preliminare del libero uso della ragione di ogni individuo.
 
La politica è l'arte di servirsi degli uomini facendo loro intendere di servirli.
 
È il riformatore che auspica la riforma, non la società, dalla quale egli non deve aspettarsi altro che opposizione, odio e anche persecuzioni mortali.
 
Mi fanno ridere quei partiti impotenti che annunciano una "opposizione durissima".
 
Ogni scelta non casuale è una scelta politica.
 
Nessuno conquista il potere con l'intenzione di rilasciarlo. Il potere non è un mezzo; è un fine. Uno non crea una dittatura per salvaguardare una rivoluzione: uno fa la rivoluzione per stabile una dittatura.
 
Abbiamo bisogno dello Stato e delle sue leggi per far sì che gli inevitabili limiti della libertà dei cittadini siano uguali per tutti.
 
La forza di questa minoranza è irresistibile di fronte ad ogni individuo della maggioranza, il quale si trova solo davanti alla totalità della minoranza organizzata; e nello stesso tempo si può dire che essa è organizzata appunto perché è minoranza. Cento, che agiscono sempre di concerto e d’intesa gli uni cogli altri, trionferanno su mille presi ad uno ad uno e che non avranno alcun accordo fra loro.
 
Per diversi anni rimasi socialista, anche dopo il ripudio del marxismo; e se ci fosse stato qualcosa come un socialismo combinato con la libertà individuale, sarei ancora oggi un socialista. E, infatti, non potrebbe esserci niente di meglio che vivere una vita modesta, semplice e libera in una società egalitaria. Mi ci volle un po' di tempo per riconoscere che questo non era nient'altro che un sogno meraviglioso; che la libertà è più importante dell'uguaglianza; che il tentativo di attuare l'uguaglianza è di pregiudizio alla libertà; e che se va perduta la libertà, tra non liberi non c'è nemmeno uguaglianza.
 
Il fascismo conviene agli Italiani perche' e' nella loro natura e racchiude le loro aspirazioni, esalta i loro odi, rassicura la loro inferiorita'.
 
Io ho una grande speranza, e cioè che, con la scomparsa del marxismo, noi riusciremo con successo ad eliminare la pressione delle ideologie come centro della politica.
 
Il fascismo è demagogico, ma padronale, retorico, xenofobo, odiatore di cultura, spregiatore della libertà e della giustizia, oppressore dei deboli, servo dei forti, sempre pronto ad indicare negli "altri" le cause della sua impotenza o sconfitta.
Il fascismo è lirico, gerontofobo, teppista se occorre, stupido sempre, ma alacre, plagiatore, manierista. Non ama la natura perché identifica la natura nella vita in campagna, cioè nella vita dei servi, ma è cafone, cioè ha le spocchie del servo arricchito.
Odia gli animali, non ha senso dell'arte, non ama la solitudine, né rispetta il vicino, il quale, d'altronde, non rispetta lui.
Non ama l'amore ma il possesso.
Non ha senso religioso, ma vede nella religione il baluardo per impedire agli altri l'ascesa al potere.
Intimamente crede in Dio, ma come ente col quale ha stabilito un concordato, do ut des.
È superstizioso, vuol essere libero di fare quel che gli pare, specialmente se a danno o fastidio agli altri.
Il fascista è disposto a tutto purché gli si conceda che lui è il padrone, il padre.
 
In tutti i partiti, specialmente nei popoli latini, si riscontra una tendenza invariabile a risolvere i più complicati problemi sociali coi più semplici principii astratti.
 
Vi sono soltanto due tipi fondamentali di istituzioni: quelle che consentono un mutamento senza spargimento si sangue, e quelle che non lo consentono. [...] Personalmente, preferisco chiamare democrazia il tipo di reggimento politico che può essere sostituito senza l'uso della violenza, e tirannide l'altro.
 
La democrazia è un sistema di regole che va riempito di contenuti. Se è vuota può essere pericolosa. Non basta votare, si può e si deve fare politica anche senza far parte di un partito, cercando di capire cosa succede mediante approfondimenti e analisi non di parte, che prendono in considerazione vari punti di vista. La gente è per lo più superficiale e semplicista e questo è pericoloso. Una democrazia vuota equivale ad un vuoto di democrazia.
 
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